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Prezzi in rialzo anche per le sigarette: il motivo diopende sempre e solo dal Governo

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I prezzi delle sigarette sono aumentati – Depositphotos – Interno18.it

I prezzi delle sigarette sono aumentati vertiginosamente: ecco svelato il vero motivo del rincaro di questi prodotti.

Dal mese di febbraio sono aumentati in maniera esponenziale i prezzi delle sigarette e di altri prodotti relativi ai tabacchi. L’aumento è diventato ufficiale da quando L’Agenzia delle dogane e dei monopoli ha pubblicato la tabella con i prezzi aggiornati.

Tutti i prodotti da inalazione sono soggetti ad un innalzamento dei prezzi a seguito delle novità decretate dalla nuova Legge di Bilancio 2024.

Adesso per 1000 sigarette, l’importo fisso sale da 20,20 euro a 29,30 euro. Questo significa che ogni pacchetto è aumentato di 10-12 centesimi ciascuno. Ovviamente i prezzi varieranno a seconda del marchio del prodotto.

Questa grande novità è la conseguenza della Manovra del governo 2024, che ha rialzato alcuni valori, ovvero quello delle accise, dell’aliquota di un’imposta di consumo e degli oneri fiscali. Infatti l’aumento non riguarda solo i tabacchi, ma anche alcuni sostitutivi.

Quali prodotti hanno subìto il rincaro

I prodotti compresi in questo aumento dei prezzi sono ovviamente le sigarette, seguite dai sigari, i sigaretti, il tabacco trinciato a taglio fino destinato alla creazione delle sigarette in autonomia.

Inoltre sono coinvolti anche il tabacco da fiuto e da mastico, tutti gli altri tabacchi da fumo (tabacco da pipa, tabacco per pipa ad acqua, i prodotti da fumo a base di piante, erbe o frutta) e i tabacchi da inalazione senza combustione e prodotti ad essi assimilati, destinati per esempio alle sigarette elettroniche.

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Il prezzo è aumentato su tutti i tabacchi – Depositphotos – Interno18.it

L’aumento dei prezzi in concreto

Sul portale online dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli è possibile visionare il listino aggiornato in data 2 febbraio 2024. Per le sigarette, l’accisa equivale ad una parte fissa, ora del valore di 29,30 euro per 1000 sigarette, alla quale va aggiunta una parte proporzionale, che corrisponde al  49,50% del prezzo di vendita. Il rincaro prevede un onere fiscale minimo di 202, 23 euro per mille sigarette (IVA + accisa).

Per i sigari invece il calcolo è diverso: si considera l’aliquota di base del 23,50% sommata al prezzo di vendita. Per 200 sigari è prevista un’accisa pari a 35 euro per chilogrammo. Per tutti gli altri tabacchi da fumo, come il tabacco da pipa, il tabacco per pipa ad acqua, tutti i prodotti da fumo a base di piante, erbe o frutta (parliamo di melassa per narghilè), l’accisa invece è calcolata applicando solo l’aliquota di base, corrispondente al 56,50%, sul prezzo di vendita al pubblico. Insomma, un duro colpo per tutti i fumatori.