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Dissociatore: alternativa o nuovo inceneritore?

Dalla proposta dei Verdi alle titubanze delle realtà locali
15/03/2008 - 17:51

La Campania di domani ed il definitivo superamento dell'emergenza rifiuti attraverso una nuova politica ambientale ed un approccio completamente rivisitato. Dall'Islanda infatti arriva l'alternativa agli inceneritori, ma anche alla raccolta differenziata. Il Dismo (dissociatore molecolare) presenta caratteristiche ben diverse da quelle dei comuni inceneritori, bruciando rifiuti a temperature decisamente meno elevate, ricavando ben il 97% di energia dalla sostanza organica rispetto al 70% degli attuali inceneritori ed ha costi di realizzazione più bassi. Il gas prodotto Syngas – che è un gas di sintesi, (generato dalla mescola di molecole di monossido di carbonio, idrogeno e metano) dall'impianto può essere utilizzato direttamente per produrre energia, essendo costituito in gran parte da metano ed anidride carbonica, ma anche essere dissociato ulteriormente per produrre idrogeno. Le conseguenze sull’ambiente? A quanto pare, decisamente ridotte rispetto a quelle procurate dall’inceneritore. Se però ad Husavik il dissociatore rappresenta un’isola felice è lecito porsi dubbi circa l’applicabilità dello stesso in Italia.

IL PARERE DELL'ESPERTO. Dopo l’esperimento dell’impianto pilota di Gioia del Colle, a dissipare i dubbi giunge in nostro soccorso l’ingegnere della Energo (società che si occupa proprio dell’installazione di dissociatori) che ha sede a Formello (Roma). Lo stesso, che preferisce rimanere nell’anonimato, fornisce una miriade di chiarimenti. “Il Dismo è in grado di bruciare tutto –spiega il tecnico- e di conseguenza anche le ecoballe, titubanza che pare ancora viva nello scenario collettivo. Per quanto riguarda l’impatto ambientale dei processi di lavorazione, posso garantire che è pressoché nullo. Lo smaltimento avviene a temperature decisamente basse, che oscillano tra i 300 ed i 450 gradi. Questo dipende dai rifiuti che si trova a bruciare. Provo a spiegarmi meglio. Se in un momento si trova a bruciare carta, ovviamente il processo si verifica a temperature molto basse, ma quando capita materiale diverso allora automaticamente le stesse aumentano”.

LE NANOPARTICELLE. Molti però restano ancora scettici circa l’immissione nell’atmosfera delle cosiddette nanoparticelle. “Non è affatto vero –continua l’ingegnere della Energo- dipende dalle termie dei processi. Nel dissociatore la combustione non avviene con fiamme vive e di conseguenza non vengono raggiunte temperature tali da vaporizzare i metalli. Si tratta di una lavorazione lenta (dura 24 ore ndr) e non ci sono turbolenze. Inoltre utilizzando una quantità molto bassa di ossigeno misto all’idrogeno non si generano diossine ma solo acido cloridrico e, ribadisco, non si trasportano le polveri insieme ai fumi”.

APPLICABILITA' PRATICA. Risolta la questione tecnica, è doveroso affrontare la tematica anche dal punto di vista strettamente pratico ed inerente l’applicabilità in Italia. Come detto, il dissociatore è in grado di bruciare tutto anche in maniera indifferenziata. Ora, se da un lato si pone rimedio alla poca sensibilità del cittadino medio poco propenso alla differenziazione e delle stesse amministrazioni restie ad una sua applicazione, dall’altro lato però è come se si andasse verso un’abolizione definitiva della raccolta differenziata. “Questo non è un problema tecnico –continua l’ingegnere- nel senso che il dissociatore può accogliere tutto, ma non per questo motivo vieta la raccolta differenziata sia in forma privata che municipalizzata che può avvenire contestualmente all’utilizzo del dissociatore. Alla fine ognuno farebbe come meglio gli pare. Dipende sempre dalla cultura e dalla virtù di ogni singolo cittadino e di ogni singola amministrazione. Al momento posso dire che quella del dissociatore rappresenta la soluzione più immediata all’emergenza, ma è anche vero che negli anni la stessa composizione chimica dei rifiuti sarà destinata a cambiare. Vale a dire che se fino a qualche decennio fa si poneva rimedio ai rifiuti battendo altre strade, oggi quella del dissociatore rappresenta la via percorribile nell’immediato”.

IN CAMPANIA. In provincia di Benevento è stata presentata richiesta di finanziamenti per un impianto in grado di smaltire 100 T/g di rifiuti (tonnellate per giorno) in un’area a cui farebbe capo un consorzio di sette comuni per un totale di 15000 abitanti e 15 T/g di rifiuti. E’ una buona scelta? “Non credo proprio –conclude il tecnico della Energo- ritengo più opportuno installare piccoli dissociatori in piccole comunità. Vedere degli impianti di grandi dimensioni non è mai simpatico. Basta pensare all’esempio di Barcellona, si tratterà pur sempre di una metropoli ma l’idea è allettante. Stiamo allestendo lì quattro diversi impianti di dissociazione molecolare nei quattro angoli della città. In questo modo si risolve anche il problema estetico e con esso il trasporto dei rifiuti tramite gli autocompattatori”


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