Amministrative, lo scenario clientelare di San Tammaro

San Tammaro - Ultimi appuntamenti in vista delle elezioni del 13-14 aprile. Il comune di San Tammaro freme. Un comune dove la bagarre politica non è solo corsa all'accaparramento dei voti, ma è vera e propria lotta intestina tra i candidati sindaci. 'Nemici di sempre' piuttosto che avversari politici. Comizi mirati a denigrare l'operato altrui piuttosto che a presentare un serio impegno nei confronti dell'elettorato. Invettive, scurrilità urlate dai palchi, derisioni di ogni specie. E' questo lo scenario politico di San Tammaro. Proprio lì, dove forse la politica ha completamente lasciato spazio ad una società clientelare. Ciascun candidato si assicura il proprio seguito, ognuno sa di poter contare su una cerchia più o meno ampia di amici e parenti. Ed in un contesto del genere, ci chiediamo, come ed in che modo vengono salvaguardati gli ideali strettamente politici? Sia chiaro, non si discute della generalità degli elettori. Non stiamo parlando dei 3727 chiamati al voto, ma di una gran fetta purtroppo sì. Ad incidere sull'andamento delle elezioni e, quindi, sulla scelta del futuro 'primo cittadino' saranno, con elevata probabilità, i voti dei 'nuovi residenti'. Gli elettori non radicati nel comune di San Tammaro ma quelli, per intenderci, che qui si son spostati negli ultimi anni e che la vita politica l'hanno vissuta solo per le note vicende che hanno macchiato un intero paese.
I PROSSIMI APPUNTAMENTI Stasera, intanto, saranno addirittura tre i comizi. Raucci, Scala e Cimmino divideranno contemporaneamente il paese nel tentativo di contendersi una fetta di elettorato presumibilmente ancora indeciso. I cittadini accorreranno numerosi, come sempre hanno fatto in queste circostanze, ma magari con la speranza di poter apprendere i programmi elettorali di ciascun candidato piuttosto che ascoltare la retorica delle accuse reciproche.
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Sono assolutamente daccordo
Sono assolutamente daccordo sull'analisi fatta nell'articolo. Purtroppo la popolazione di San Tammaro e con essa la classe politica, se così si può chiamare, esprime in modo significativo il basso livello culturale che ha della politica e della cosa pubblica. A San Tammaro, come nella stragrande maggioranza dell'Italia ed in particolare quella meridionale, del bene pubblico non si ha il concetto che tutti debbono salvaguardarlo perchè appunto è un bene collettivo; ma al contrario ognuno pensa di potere approfittarne per uso e consumo personale.