Rifiuti: rimossi Nuzzo, Farina e Cristiano. I sindaci ricorreranno al Tar

Il sindaco dimissionario di Castelvolturno Francesco Nuzzo
Il Viminale conferma la linea dura: i sindaci risultati inadempienti
sull’adozione dei provvedimenti idonei ad arginare l’emergenza rifiuti devono andare a casa. Dunque, vanno rimossi, così come richiesto dal sottosegretario Guido Bertolaso che nelle settimane scorse aveva inviato al ministero dell’Interno un elenco con la posizione di nove comuni a rischio (Maddaloni, Castelvolturno, Casal di Principe, Casaluce, San Marcellino, Trentola Ducenta, Aversa, Nola e Giugliano). Ora sono anche arrivati i primi verdetti. Il Viminale pertanto, conclusa l’istruttoria, si è pronunciato per la rimozione del sindaco di Maddaloni Michele Farina (centrosinistra), analogo provvedimento è stato adottato anche per le posizioni dei sindaci di Castelvolturno (centrosinistra, dove peraltro il sindaco, Francesco Nuzzo, magistrato, si è già dimesso proprio in polemica aperta con l’iniziativa di Bertolaso) e Casal di Principe (Cipriano Cristiano, centrodestra).
LA REPLICA DI NUZZO - «Il provvedimento che dispone la
rimozione del sindaco di Castel Volturno doveva lasciarmi assolutamente indifferente, poichè avevo già dato le dimissioni, ma la motivazione apocalittica della decisione ministeriale, che costituisce un palese atto di regime, induce a non tacere». È quanto afferma in una nota Francesco Nuzzo, ex sindaco di Castel Volturno (Caserta). «Chi legge il testo - continua Nuzzo - rimane allibito, poichè ha la chiara impressione che io sia stato impegnato a eludere le sollecitazioni che venivano dal consorzio unico per i rifiuti, invece di lavorare in un avamposto contro la criminalità, dove bisogna quotidianamente affrontare problemi grandi e di difficile soluzione, soprattutto a causa della mancanza di risorse economiche. Non mi meraviglia che alcuni rappresentanti dello Stato, di questo Stato nel quale credo e per il quale continuerò a profondere ogni mia energia morale, avendo disatteso le invocazione di aiuto per fronteggiare le emergenze di Castel Volturno, favorite anche dalla mancanza di controlli, oggi chieda il conto di situazioni a me non addebitabili. Non starò qui a contestare i singoli passi del provvedimento - sottolinea l'ex sindaco del Comune casertano - ma ritengo del tutto ingiusto che, dopo aver rischiato la vita per combattere la camorra, il malaffare e la violenza cieca e per affermare la legalità, venga negata la correttezza del mio comportamento sotto l'aspetto etico e giuridico, sia pure con specifico riguardo al settore dei rifiuti. Tale questione, nella nostra città, è una bomba esplosiva, intorno alla quale gravitano interessi illeciti, che ho contrastato senza paura».
L'INVETTIVA DI LEGAMBIENTE - Lo scioglimento di tre comuni del Casertano per le inadempienze in materia di rifiuti è una misura «tardiva e inutile, quasi una vendetta postuma». Così il presidente di Legambiente Campania, Michele Buonomo in merito al provvedimento adottato dal governo. «Sarei stato favorevole a questa misura se fosse arrivata prima quando avrebbe potuto avere un significato diverso. Ma il fatto che questi Comuni vengano sciolti alla fine dell'emergenza conclamata - aggiunge - mi sembra una sorta di eredità avvelenata». A suo giudizio era più importante «affiancare i Comuni sul fronte della raccolta differenziata, aiutare soprattutto quelli più virtuosi che hanno alti costi a causa dell'assenza degli impianti compostaggio».
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