L'addio al socialista Giuseppe Salzillo
san prisco - Ebbene la sua bottega da oltre sessant’anni era meta continua di tanti compagni socialisti, dall’ultimo scomparso Lilino Iannotta, a tanti altri come Giuseppe Tavoletta e Giovanni Di Rienzo, i quali si intrattenevano con lui per sapere le ultime notizie della piazza, ove sorgeva un vecchio palazzo ove negli anni 80 vi era la sede del vecchio PSI di De Martino, Lagnese e del professore Agostino Stellato, più volte sindaco di San Prisco nonché consigliere provinciale. Per la verità negli ultimi tempi ci ha lasciati anche Domenico Paolino che negli anni 70 è stato sindaco per qualche anno , di professione falegname ma con capacità di gestire la cosa pubblica in modo onesto e semplice. Oggi purtroppo questi socialisti che insieme a Michele Iannotta, anche lui scomparso prematuramente, fanno riflettere le giovani leve che si affacciano al socialismo e per la verità a San Prisco questa tradizione è stata stracciata in gran parte dai figli di costoro, i quali ognuno ha preso la propria strada, a volte tradendo i nobili ideali di questo partito, ideali che se applicati nella pratica dovrebbero costituire veramente un grande partito di sinistra insieme a coloro i quali da una costola dell’allora PSI, sono nati nel 1921 ed oggi vogliono annientarci. La nostra scorza è dura, diceva ultimamente un autorevole esponente del Partito Socialista europeo, così come la tempra di tutti questi compagni socialisti scomparsi che a San Prisco hanno fatto la storia del socialismo locale, dando ai piedi dei Colli Tifatini, ultimamente sulle pagine dei quotidiani provinciali solo per fatti di cronaca o per amministratori incauti, avvezzi al gioco e non dediti ad amministrare la San Prisco di tutti questi compagni che hanno lasciato il vuoto per il loro modesto ed umile contributo , dato disinteressatamente negli anni 70, 80 e fino alla fine degli anni 90, quando l’ultimo sindaco è stato un socialista.
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