Vinicio Capossela, rima in clandestinità al Castel Sant'Elmo

"Giganti a confronto in convulsioni poetiche, aberrazioni letterarie ed oltraggio al pubblico pudore su un ring semi-musicale"
02/08/2009 - 11:38

Vincenzo Costantino e Vinicio Capossela sul 'ring' (foto Maria Teresa Iodice)

Napoli - di Lello Fiore - Federica Simona Pirolo

Nell’aria fitta e umida della piazza d’armi di Castel Sant’Elmo, splendido castello medioevale, un gigante che sovrasta la magnificenza della città assorta in una momentanea sospensione, immobilità quasi come se desiderasse osservare nel lunare riflesso acquatico della notte le voci,le parole, la musica che si sollevano nell’aria dominando la mente e il cuore di chi, biglietto alla mano e percorrendo ripide salite ha deciso di intraprendere questo viaggio attraverso e verso la solitudine come condizione di bellezza, condivisione e rispetto, e il pensiero si eleva fino a Polifemo e alla sua solitudine, e nel rispetto della solitudine altrui.

LO SCONTRO TRA GIGANTI - E noi come tanti Golia posiamo la nostra fionda e decidiamo di assistere all’incontro-scontro tra giganti, con da una parte il più felicemente sconosciuto peso massimo della rima Vincenzo Costantino in arte Cinaski, 440 poesie, spesso al tappeto, scarsa preparazione atletica, che si appresta a sfidare il Montone di mare, il gabbiano di montagna, insomma un pesce fuor d’acqua autore di 49 capitolazioni letterarie e 4 abbandoni e mezzo prima del limite, Vinicio Capossela. Si poteva trattare di convulsioni poetiche, o di aberrazioni letterarie oppure di oltraggio al pubblico pudore, ma gli addetti alla sorveglianza non hanno tenuto conto di tutto ciò ed hanno comunque lasciato lo spazio necessario affinché un numeroso e coraggioso pubblico assistesse all’incontro letterario dell’anno che si è svolto sulla distanza dei dieci round su di un ring semi musicale, dotato di pianoforte fumante a corde incrociate, con tanto di arbitro e giuria pronta ad assegnare il titolo mondiale di rima 'rima in clandestinità'.

Mr. Mall vs Mr. Pall - Reduce dagli incontri (vinti tutti per k.o.) Vinicio in arte mr.Mall protagonista nel 2008 del fantastico Barnum e premiato dalla critica per il testo della sua toccante “lettera ai soldati”, ha dimostrato anche questa sera di essere in splendida forma. Vincenzo “Cinaski” in arte mr.Pall non è avversario di poco conto e con il suo percorso fatto di spettacoli teatrali, poesie, incontri pubblici e clandestini di pubblicazione unica e rara con il suo “Chi è senza peccato non ha un cazzo da raccontare” ha scambiato con Capossela, senza esclusione di colpi, una serie di racconti e di aforismi ben interpretati tratti da “In clandestinità” opera letteraria che ha sancito il legame di lungo corso e ad alto contenuto alcolico tra Vinicio e Vincenzo. Tra Mr Pall e Mr Mall: un incontro casuale ma fatale senza filtri, raccontato in toni a volte malinconici a volte allegri o per meglio dire ubriachi di vita, di un passato che diventa poesia,dell’amicizia come causa di faticosa risalita da una discesa ricca di dignità e piacevole da percorrere. Dopo una esilarante presentazione i due atleti salgono sul ring, incrociano i guantoni e l’incontro ha inizio con Mr Pall che legge una delle lettere inviate al suo caro amico, o meglio, alla sua miglior causa Mr Mall, mentre quest’ultimo lo accompagna sardonico con il dolce suono di “Io e Nutless”, canzone sull’epopea dell’amicizia che lascia spazio alla serietà e alla lealtà. Risponde ai colpi, mantenendo una posizione di difesa, il caro Nic Molise (altro nome usato per definire Vinicio)che conclude questo primo round con la declamazione di “Barrio” tratto dal suo precedente lavoro letterario “Non si muore tutte le mattine”che dissolve nell’aria il sapore di quella città senza cielo e di quel bar “che non ti regala ricordi, ma sono i ricordi che ti portano sempre al BAR”.

I COMPLICI DELLA CLANDESTINITA' - Il pubblico complice di quella clandestinità, si disseta con l’allegria di racconti di vita come “strike” e “l’affondamento del Cafè Chinasky” scritti cadendo all’in piedi come i gatti (tanto amati dal caro Caarlo) solo per non aver scelto da quale parte cadere. I round si succedono e i due pugili sembrano accusare i colpi di uno scontro senza time-out né riprese perché non c’è bisogno di pause, il gioco deve continuare e quell’incontro così come la vita va bevuto tutto d’un sorso e mentre lo stomaco brucia si sentono i versi di “L’eroe” e “le cento città” poesie di Vincenzo Costantino e speri di poter bere ancora un po’ per mandare giù i toni forti delle parole che sgomitano con la dolcezza del contenuto di quella bottiglia di vita-rum arrivata a metà. A sorsi e pugni si arriva a parlare di donne quelle che ti riempiono e quelle che ti svuotano, “le femmine e le buttane” argomento d’accompagnamento al vino, alla birra e alle sigarette in “una serata tra amici” di Mr Mall e così ci si avvia corpo a corpo verso l’ultimo round mentre in sottofondo riecheggiano le note di “In Clandestinità” dove Mr Pall incontra Mr Mall in tutta libertà dalla clandestinità. Suonati ma ancora vivi i due si contendono il titolo sferrando gli ultimi colpi: “una stanza senza amore”, "sera di pioggia", "un uomo" (nella sezione finale intitolata poems) declamati con alternanza di voci rendendo chiara l’idea di uno scontro che volge al termine in assoluta parità. Infatti tra le note di “una giornata perfetta” si getta la spugna e il match si conclude con la gloriosa perdita di entrambi perché “è più interessante perdere che vincere. Chi vince ha solo qualcosa da perdere”.


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