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Camorra: impartiva ordini anche dal carcere, nuova ordinanza per Francesco Bidognetti

Sfruttava prima la convivente Anna Carrino e poi il genero Giovanni Lubello, marito di Katia Bidognetti, finito anche lui in carcere. La Dia ha scoperto un altro patrimonio. Fra un pò Bidognetti chiederà l'elemosina
21/07/2009 - 14:27

Casal di Principe - Nella mattinata odierna, personale del Centro Operativo della Direzione Investigativa Antimafia di Napoli, coadiuvato da personale del N.I.C. del Ministero della Giustizia, ha dato esecuzione ad un’Ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Francesco Bidognetti.

LE INDAGINI - Le indagini, coordinate da questa Direzione Distrettuale Antimafia, sono state sviluppate essenzialmente attivando l’intercettazione di colloqui in carcere del detenuto con i suoi familiari; nonché analizzando le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia. In particolare è stato evidenziato che, nonostante il regime detentivo particolarmente duro, cui è stato sottoposto Francesco Bidognetti – attualmente detenuto in regime di cui all’art. 41 bis O.P. (L. 26/7/1975 nr. 354), aggravato, sino al mese scorso, dal regime di sorveglianza particolare ex art. 14bis O.P. – lo stesso è riuscito ad impartire ordini dal carcere, farsi promotore dell’associazione per delinquere di stampo mafioso da lui diretta e perseguire le finalità criminali del suo sodalizio, condotte queste consumate da Francesco Bidognetti quando lo stesso, come sopra evidenziato, era detenuto sottoposto al regime di cui all’art.41 bis O.P.

IL RUOLO DEI FAMILIARI - Per veicolare all’esterno i suoi messaggi, talvolta finalizzati anche alla commissione di gravi reati, Francesco Bidognetti si è avvalso, nel tempo, di diversi familiari: dapprima l’ex convivente Anna Carrino – poi divenuta collaboratore di giustizia – poi il genero Giovanni Lubello, il quale ha sposato la figlia Katia Bidognetti e che sarà poi tratto in arresto proprio per la partecipazione all’organizzazione criminale facente capo al suocero e, negli ultimi tempi del fratello Michele Bidognetti, sottoposto a fermo da questa D.D.A. lo scorso mese di aprile.

L'ULTETIORE REATO - A Francesco Bidognetti viene contestato il reato di cui all’art. 416 bis c.p., e l’intestazione fittizia di beni ed altre utilità in favore di affiliati alla sua organizzazione. E’ emerso che l’organizzazione criminale diretta da Francesco Bidognetti possedeva un enorme patrimonio ancorché intestato a prestanome. Le laboriose indagini patrimoniali svolte da questa D.D.A. e delegate alla D.I.A. di Napoli hanno tuttavia permesso di individuare e porre in sequestro una consistente parte di tale patrimonio con la denuncia anche a carico dei soggetti che risultano fittizi intestatari dei beni.

Nel provvedimento cautelare, oltre alla notevole mole di colloqui intercettati, sono elencati tutti i beni già sottoposti a sequestro nel medesimo procedimento penale eseguito, sempre dalla D.I.A. di Napoli in data 29/4/2009, allorquando fu sottoposto a fermo del P.M. Michele Bidognetti, fratello del capoclan Francesco Bidognetti.


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