Tarsu alle province, 'No' dei sindaci

Ieri summit al Maschio Angioino, oggi verrà assediata la Gisec in corso Trieste. Dall'Anci tuona Zagaria: "Decreto incostituzionale"
12/01/2010 - 08:42

Protesta dei dipendenti del Consorzio in corso Giannone (foto interno18.it)

Caserta - Ieri erano in centinaia i sindaci dei Comuni della Regione Campania che si sono riuniti al Maschio Angioino dopo la convocazione dell’Anci. E’ stato ribadito a gran voce, ancora una volta qualora ce ne fosse bisogno, un secco ‘No’ ai provvedimenti previsti dal Governo in materia di gestione e servizi della raccolta rifiuti. “Provincializzare i servizi e la Tarsu è una scelta decisamente errata”, questo il coro di protesta dei primi cittadini riunitisi ieri mattina a Napoli. Dopo il summit dei sindaci dei cinque comuni capoluogo della Campania, incontro avvenuto presso la sede dell’Anci regionale, per discutere come opporsi alla decisione con cui il governo, per la sola regione, ha sottratto la riscossione e la gestione della Tarsu ai Comuni per assegnarla alle Province, ieri è stata la volta di tutti i sindaci di tutti i comuni della regione. L’Anci ha presentato un documento in cui ha messo in evidenza le eventuali modifiche da apportare al decreto emanato dal Governo. Inutile dire che, in linea di massima, è stato accettato da tutti.

IL DECRETO CONTESTATO - La novità di cui si è discusso è contenuta nel decreto legge numero 195 del 30 dicembre scorso, che ha stabilito la fine dello stato di emergenza in materia di rifiuti nella Regione. In particolare l’articolo 11 del provvedimento, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale numero 302 del 30 dicembre scorso, stabilisce che entro 30 giorni i vari municipi devono fornire le banche dati aggiornate alle società provinciali appena varate, altrimenti il prefetto provvede alla nomina di un apposito commissario ad acta.

LA PROTESTA DEI SINDACI - Decisa la reazione dei comuni
campani, guidati dal capoluogo Napoli, che si sono detti pronti a predisporre dei ricorsi contro la decisione governativa, se il testo non verrà modificato nella sua conversione in legge. Ieri mattina, così, i sindaci hanno stabilito un'unica linea da seguire contro il passaggio della Tarsu alle province. La decisione del governo allarma i primi cittadini da un lato perché li costringe a trovare fondi per servizi come lo spazzamento strade non legati al ciclo integrato dei rifiuti. Dall’altro perché con il venir meno di un’entrata la soglia dei patti di stabilità si abbassa, determinando un pericolo per comuni piccoli e grandi.

IL VICEPRESIDENTE DELL'ANCI ZAGARIA - Sulla vicenda interviene anche il vicepresidente dell’Anci regionale nonchè sindaco del Comune di Casapesenna Fortunato Zagaria: “Il documento redatto come esecutivo dell’Anci è stato condiviso in grandi linee da tutti. Un documento che apporta modifiche al decreto. Ora non ci resta altro da fare che trattare con i responsabili della struttura”. Dopo la riunione di ieri l’Anci farà richiesta al Governo per istituire un tavolo di trattative per evitare (ed è questa la preoccupazione principale dell’Anci) che si possa tornare in piena emergenza rifiuti.


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