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Rifiuti, Bertolaso scioglie sette Comuni. I sindaci organizzano la rivolta

Da Castelvolturno fermo allo 0,2% di differenziata ad Aversa, dove Ciaramella 'lascia' il servizio a privati (in un territorio dove governa la camorra è una scelta quanto meno opinabile). Intanto Cipriano si dimette, ma nessuno si dispera
04/12/2009 - 10:45

Berlusconi e Bertolaso all'inaugurazione del mostro di Acerra

Caserta - Emergenza rifiuti e inadempienze dei Comuni. Questa volta Bertolaso è più incisivo e, in un missiva indirizzata al ministro Maroni, chiede lo scioglimento di 7 amministrazioni: Maddaloni, Castelvolturno, Aversa, Casal di Principe, Casaluce, Trentola e San Marcellino. La black list stilata mesi fa ha sortito qualche effetto. I 7 Comuni in questione non sono mai usciti dalla 'lista dei cattivi'. Ma i sindaci annunciano battaglia e tutto parte dal primo cittadino normanno Domenico Ciaramella che, a quanto pare, guiderà la rivoluzione insieme agli altri sei sindaci. Sempre a patto che gli stessi, oltre alle parole minatorie riescano a compiere in concreto i propri propositi (cosa difficile per gli amministratori casertani). Resta il fatto che le inadempienze restano. Basti pensare al Comune di Castelvolturno che, oggi, realizza appena lo 0,2% di differenziata a fronte di un servizio di raccolta affidato al Consorzio Unico (per intendere la ex GeoEco ed è dire tutto) che costa la bellezza di oltre 7 milioni di euro l'anno. Nello stesso territorio del litorale, però, va analizzato che si producono, durante la stagione invernale ben 50 tonnellate di rifiuti al giorno rispetto al limite massimo di 16 tonnellate (secondo i parametri europei). In estate, invece, si arriva a picchi anche di 200 tonnellate quotidiane. Non ci sono i mezzi, quindi, per compiere una raccolta efficiente. Contestualmente, lo stesso Bertolaso che, in compagnia di Maroni, apre discariche nell'intera regiona Campania lasciandole poi prive di controllo ed affidando la gestione a chi con i rifiuti ci sta 'campando', non ha creato i presupposti base per poter uscire dall'emergenza. Si decanta, infatti, la raccolta differenziata quando poi in Campania non esistono discariche per l'umido. Il progetto del Governo, firmato da Berlusconi nelle vesti del 'gallo 'ngopp 'a munnzz', fa acqua da tutte le parti. A pagarne le conseguenze sono quelle ammnistrazioni che, in ogni caso, hanno messi in pratica il minimo indispensabile per poter risolvere il problema. Su tutte, l'esempio del Comune di Aversa che, appena 4 mesi fa, in Consiglio comunale ha approvato una gara per l'affidamento del servizio raccolta a ditte private. La domanda è fin troppo semplice: in un territorio governato dalla camorra, non sarebbe meglio un controllo più diretto da parte dell'Ente piuttosto che affidareil servizio a privati? Intanto, da Casal di Principe il sindaco Cipriano Cristiano annuncia, in segno di rivolta, le proprie dimissioni. A preoccuparsi saranno, forse, solo coloro che hanno vinto i recenti appalti in materia di raccolta rifiuti. Il resto della provincia di certo non starà qui a disperarsi.


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